Carlo Conti ha ufficialmente confermato che il Festival di Sanremo 2026 sarà la sua ultima edizione come conduttore e direttore artistico, chiudendo un capitolo importante nella storia della più celebre manifestazione musicale italiana. Conti ha spiegato che, dopo cinque anni alla guida, è tempo di passare il testimone a una nuova figura con esperienza per prendere in mano il futuro dell’evento.
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Carlo Conti guarda già oltre il suo percorso al Festival di Sanremo, con la serenità di chi sente di aver completato un capitolo importante. Durante un’intervista, il direttore artistico ha confermato che l’edizione 2026 — la quinta consecutiva sotto la sua guida — sarà anche la sua ultima. Pur senza anticipare nomi sul possibile successore, il presentatore ha messo in chiaro un punto: più del volto alla conduzione, il ruolo davvero centrale resta quello del direttore artistico.
Carlo Conti e il ruolo chiave del direttore artistico a Sanremo
Una figura che tiene insieme l’intera macchina del Festival
Secondo Carlo Conti, è il direttore artistico a rappresentare il vero fulcro operativo della manifestazione. È lui — o lei — a prendere le decisioni fondamentali: dalla scelta delle canzoni alla visione visiva, dalla regia alle luci, passando per scenografia e ospiti. Per questo, spiega, servono esperienza, competenza tecnica e una profonda conoscenza della macchina televisiva: requisiti indispensabili per governare un evento di tale portata.
Carlo Conti e Sanremo: i record d’ascolto e la scelta di lasciare
Carlo Conti: perché fermarsi proprio al massimo del successo?
Negli ultimi anni, il Festival ha vissuto stagioni di ascolti eccezionali. Ma, anche se l’edizione 2026 dovesse superare ogni precedente, Carlo Conti vede proprio in questo un motivo per dire addio. L’asticella non può essere alzata all’infinito, afferma. E se da una parte i record televisivi hanno fatto la storia, ciò che lo ha reso più orgoglioso è stato il boom discografico: un’ondata di album e singoli in classifica dopo il Festival, segno del reale impatto musicale della kermesse.
Sanremo resta una gara di canzoni
Per quanto riguarda il domani di Sanremo, Carlo Conti non ha dubbi: l’essenza del Festival non deve cambiare. La formula, nata e consolidata da Pippo Baudo — che Conti ricorderà nell’edizione 2026, la prima senza di lui — è quella di una competizione musicale pura. Ogni direttore artistico può portare innovazioni e idee nuove, ma il cuore della manifestazione resta nella musica, nella gara, nelle canzoni. Ed è proprio questa identità che, secondo Carlo Conti, dovrà continuare a guidare Sanremo anche dopo la sua uscita di scena.
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