I cartoni animati e i film che guardiamo da piccoli, da piccole, in qualche modo "determinano" la nostra personalità. Attenzione: ovviamente non esiste un cartone che scarica e installa su bambini e bambine tratti della personalità come fossero software. Ma la personalità si forma grazie a un mix gigantesco di genetica, temperamento, persone di riferimento, scuola, stress, sonno e ambiente culturale.
Il trailer di "Welcome to Derry": in arrivo ad ottobre la serie-prequel di IT di Stephen Kingbambini, bambine, e televisione (o app)
Infatti i programmi Tv (o sulle app) che guardano i bambini e le bambine possono influenzare alcuni di questi ingredienti che poi vengono comunemente fraintesi e scambiati per personalità: autocontrollo, capacità di aspettare, regolazione emotiva, attenzione, immaginazione, linguaggio.
E ora parliamo di cosa potrebbe essere utile far vedere a bambini e bambine, uscendo dal perimetro della demonizzazione dell'intrattenimento passivo.
Quando si parla di cartoni animati o film a bassa stimolazione di solito si intendono quei prodotti il cui ritmo è più lento, con meno tagli di montaggio, con meno effetti sonori e trame più lineari. In cui esistono tempi di silenzio e dialoghi iper comprensibili. È l’opposto del contenuto progettato per agganciare l'attenzione e tenerla viva con espedienti che mitragliano il cervello ogni tre secondi.
La ragione neuropsicologica per cui ha senso lasciare i piccoli davanti a questo tipo di prodotto risiede nel fatto che nei primi anni di vita si sviluppano le funzioni esecutive, cioè quel pacchetto di abilità (attenzione, memoria di lavoro, inibizione degli impulsi, flessibilità mentale) che permette al cervello di rimanere saldo al comando, invece di inseguire ogni lucina o stimolo.
Uno studio sperimentale pubblicato su Pediatrics mostra che bastano 9 minuti di un cartone ad alta stimolazione per peggiorare immediatamente le prestazioni di bambini di 4 anni in compiti di funzione esecutiva (rispetto a un cartone più lento o al disegno). Questo non significa che quel cartone rovini bambini e bambine ma che il ritmo conta e l’effetto che produce può essere immediato.
Dati: quanto schermo mostrare a bambini e bambine
La TV - o in generale la fruizione di cartoni e film - oggi è demonizzata dai genitori. Accade perché non è più (solo) la TV ma un ecosistema di schermi che si è infilato in tre posti che ai genitori fanno paura: sonno, attenzione, linguaggio. E perché, diciamolo, è anche diventata la capra espiatoria perfetta: se tuo figlio fa i capricci, è più comodo accusare Peppa Pig che la stanchezza cronica di tutta la famiglia. I motivi principali, senza santini né crociate, per cui la TV di oggi non piace: è progettata per non finire mai, mentre la vecchia TV per bambini e ragazzi aveva un inizio e una fine.
C'era Bim Bum Bam che iniziava alle 4.30 e finiva alle 5.30. Ora tra streaming, autoplay, YouTube Kids e algoritmi che servono il prossimo video, la fruizione diventa scorrimento infinito. L’OMS raccomanda infatti niente schermi a 1 anno e massimo 1 ora al giorno tra 2 e 4 anni (meno è meglio).
cartoni e film a bassa stimolazione
Nel mondo dell'intrattenimento di oggi, cartoni e film a bassa stimolazione non sono una bacchetta magica ma hanno almeno un pregio enorme: sono più simili alla vita reale. E la vita reale, per un cervello piccolo che sta ancora costruendo attenzione e autocontrollo, è il vero materiale didattico. Infatti fruendo di prodotti lenti, con dialoghi basici e poca stimolazione, letteralmente, da una prospettiva audio e video, bambini e bambine hanno meno stress da after-show.
Uno dei motivi per i cartoni più lenti sono consigliati è infatti molto terra-terra: finisce l’episodio e il bambino resta un bambino, non un frullatore emotivo. Al netto del fatto che - ovviamente - è più facile comprendere la trama, quindi si acquisiscono più competenze narrative (che sono competenze cognitive). Seguire una storia è un allenamento potentissimo per memoria di lavoro, linguaggio, capacità di anticipare conseguenze (se faccio X, succede Y).
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