C’è un filo invisibile che unisce i nostri desideri più profondi: quello di un nuovo inizio, di una pausa rigenerante dal rumore del mondo, di un ritorno alla purezza. Ed è proprio questo filo che Pantone ha deciso di seguire quando, come ogni dicembre ormai dal 1999, ha annunciato il Colore dell’Anno 2026. Dopo il vellutato Mocha Mousse del 2025 e il vellutato Peach Fuzz che ha definito il 2024, il nuovo corso si apre sotto il segno di un bianco speciale. Un bianco che non è davvero bianco. Si chiama Cloud Dancer.
Armocromia: scopri i colori che ti valorizzanoIdentificato dal codice PANTONE 11-4201, Cloud Dancer è una nuance fresca e luminosa, una sfumatura di candore che sembra catturare la sensazione di un mattino di calma assoluta. «Un’influenza rasserenante in una società che sta riscoprendo il valore della quiete e della riflessione», lo definisce il Pantone Color Institute. Un tono naturale, neutro, arioso: più una sensazione che un colore.
Laurie Pressman, vicepresidente del Pantone Color Institute, lo descrive come una vera e propria tela bianca emotiva: «Cloud Dancer esprime il nostro desiderio di un nuovo inizio. Rimuovendo gli strati di un pensiero obsoleto apriamo le porte a nuovi approcci», sostiene. È un invito alla creatività, allo spazio mentale, alla libertà di immaginare oltre i limiti del presente.
Una sofisticata sfumatura di bianco che si presenta come una boccata d’aria fresca, intrisa di una sensazione di serenità. E già il nome è una dichiarazione d'intenti: Cloud Dancer significa letteralmente il “danzatore delle nuvole”, e sembra quasi volerci ricordare che la leggerezza non è superficialità, ma respiro, tregua, aspirazione.
Perché proprio il bianco?
Per molti la scelta di un colore non colore è stata una vera e propria sorpesa, ma a pensarci bene, in un momento storico attraversato da tensioni culturali e politiche, scegliere un bianco come colore iconico del 2026 è uno statement audace, quasi radicale. E guardando più da vicino, appare inevitabile. Siamo tutti, ciascuno a proprio modo, alla ricerca di purezza e chiarezza, anche se non sempre concordiamo su come raggiungerle.
Il bianco, esteticamente, è ovunque attorno a noi: nell’architettura minimalista, nelle auto essenziali, nei mobili che promettono ordine e luce, nel cibo clean, e naturalmente nella moda. È un classico intramontabile, un irrinunciabile del guardaroba. Allude tanto al futuro quanto alla tradizione: pulito, morbido, sofisticato, morigerato o solenne a seconda di come lo si indossa. È un colore che sa essere tutto per tutti, e proprio per questo racconta perfettamente i nostri tempi sospesi.
Cloud Dancer in passerella
Le sfilate primavera-estate 2026 hanno già accolto Cloud Dancer come protagonista assoluto ancora prima che fosse svelato al mondo: da Jil Sander ad Alaïa, da Issey Miyake a Celine, fino a Bottega Veneta, Dior, Calvin Klein, Balenciaga, Carven e molti altri. Drappeggi fluidi, silhouette scolpite, tagli netti e tessuti impalpabili dimostrano quanto questa tonalità sia versatile: illuminante senza essere invadente, sofisticata senza cercare di stupire, moderna senza rinnegare la sua essenza più pura.
Come indossarlo per illuminare il 2026
Cloud Dancer si presta a un guardaroba che vuole respirare: perfetto per look total white dalle linee pulite, da arricchire con texture diverse per giocare con volumi e profondità. Funziona nelle mise da giorno più minimal come nelle serate estive più eleganti. È un bianco che non acceca, ma illumina.
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