Dalle api agli alieni: la matematica come linguaggio universale

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HDblog.it Jan 18, 2026 · 2 mins read
Dalle api agli alieni: la matematica come linguaggio universale
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Sia la scienza che la fantascienza ci hanno ormai insegnato che se un giorno l’umanità dovesse intercettare un segnale proveniente da una civiltà extraterrestre intelligente, il vero ostacolo non sarebbe la distanza nello spazio, ma la possibilità stessa di capirsi. Il problema principale è che le parole, i gesti e i simboli culturali funzionano solo quando esiste una base biologica ed esperienziale condivisa, una condizione improbabile tra specie nate su pianeti diversi. Proprio per questo, da anni gli scienziati cercano un terreno comune che possa superare i confini dell’evoluzione. Quale potrebbe essere? LA risposta non stupirà molto, perché secondo una nuova ricerca, questo terreno potrebbe essere la matematica.

L’idea non nasce osservando ipotetici alieni, ma studiando una delle forme di intelligenza più lontane dalla nostra qui sulla Terra: quella delle api. I ricercatori hanno scelto i bombi e le api domestiche perché rappresentano un esempio estremo di diversità cognitiva rispetto agli esseri umani. La nostra conoscenza sulle origini della vita ci dice che il nostro ultimo antenato comune risale a oltre 600 milioni di anni fa, e i loro cervelli, con meno di un milione di neuroni, sembrano davvero lontanissimi dalla complessità umana. Ecco perché questo potenziale abisso cognitivo rende i risultati ancora più significativi.

Tutto è cominciato tra il 2016 e il 2024, quando un team di scienziati ha condotto una lunga serie di esperimenti con api libere di volare. Gli insetti venivano addestrati a osservare pannelli con un certo numero di forme geometriche e a seconda del colore o del simbolo mostrato, dovevano applicare una semplice regola: aggiungere uno o sottrarre uno al numero iniziale. Se la risposta era corretta, ricevevano una ricompensa sotto forma di acqua zuccherata, mentre in caso contrario non arrivava nessun premio.

Potrebbe sembrare assurdo, ma con il passare delle prove le api non solo imparavano la regola, ma riuscivano ad applicarla anche a situazioni nuove, mai viste prima. I risultati hanno quindi portato a credere che questi insetti sono in grado di comprendere concetti numerici di base: distinguere quantità maggiori o minori, ordinare i numeri, riconoscere lo zero e persino classificare i numeri come pari o dispari. Parliamo di un insieme di abilità che fino a pochi anni fa si pensava fosse prerogativa di cervelli molto più grandi.

Il dato più sorprendente è che, una volta acquisita la capacità di aggiungere o sottrarre uno, si gettano le basi per rappresentare tutti i numeri naturali, pertanto la matematica emerge come una struttura cognitiva e non come un prodotto culturale legato al linguaggio parlato o scritto. Per dirla in modo semplice, le api non contano perché sanno contare nel senso umano del termine, ma perché il loro cervello è in grado di astrarre relazioni numeriche.

Da qui il collegamento con la ricerca di intelligenze extraterrestri. Se una specie terrestre così distante da noi ha sviluppato, in modo indipendente, competenze matematiche elementari, è plausibile che anche una civiltà aliena tecnologicamente avanzata possieda concetti simili. Ergo, la matematica potrebbe non essere un’invenzione umana ma una conseguenza naturale dell’intelligenza stessa. Non è un’idea del tutto nuova e addirittura già Galileo Galilei sosteneva che l’universo fosse scritto in linguaggio matematico, ma oggi questi esperimenti forniscono una base empirica a quella visione.