In una giornata che resterà scolpita nella memoria dello sport italiano, Federica Brignone ha conquistato l’oro nello slalom gigante femminile alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, bissando il successo ottenuto pochi giorni prima nel SuperG. Il pubblico delle Tofane è esploso in un boato di gioia, mentre l’azzurra tagliava per prima il traguardo, con le avversarie — la svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund — che si sono inchinate davanti a lei in un gesto di profondo rispetto per la prestazione superlativa.
La cerimonia delle Olimpiadi Milano Cortina 2026: il video di presentazione nel segno dell'armoniaFederica Brignone e il ritorno sul tetto olimpico dello slalom gigante
Era dal trionfo di Deborah Compagnoni ai Giochi di Nagano 1998, che un’italiana non dominava lo slalom gigante olimpico. A riportare l’Italia sul gradino più alto ci ha pensato Federica Brignone, la “Tigre di La Salle”, capace di riscrivere la storia dello sci alpino femminile.
Una doppietta che entra nella leggenda
Reduce da un percorso difficile e da un recupero complesso, l’azzurra ha firmato un’altra gara monumentale. Dopo l’oro in Super-G, è arrivato anche il titolo olimpico nello slalom gigante dei Milano-Cortina 2026: una combinazione mai riuscita a nessuna italiana nella stessa edizione dei Giochi. Il palcoscenico del trionfo è stato il Tofane Alpine Skiing Centre, dove, davanti al pubblico di casa, Federica Brignone ha sigillato una doppietta senza precedenti.
Federica Brignone come Alberto Tomba: un’impresa da storia dello sport
Con due ori nella stessa edizione, Federica Brignone raggiunge un primato che, tra gli azzurri dello sci alpino, mancava dai tempi di Alberto Tomba, protagonista di un’impresa simile ai Calgary 1988. L'azzurra replica così la doppietta di medaglie olimpiche nello sci alpino già vista in passato: quella di Isolde Kostner nel 1994, della stessa Compagnoni nel 1998 e sua nel Beijing 2022. Ma questa volta tutto brilla d’oro. Con la sua vittoria, l’Italia supera anche il miglior medagliere di sempre registrato a Lillehammer 1994, portando i podi azzurri a quota 22.
La gara perfetta di Federica Brignone: due manche dominanti
Sotto il sole dell’Olympia delle Tofane, Brignone ha mostrato fin dall’inizio di essere in una giornata speciale. Con una prima manche impeccabile, chiusa in 1:03.23, ha messo subito distanza tra sé e le rivali, facendo capire che la caccia all’oro sarebbe passata dai suoi sci. Partita per ultima, con la pressione addosso e l’intero stadio naturale di Cortina a sospingerla, Federica Brignone ha affrontato il tratto dello Scarpadon con una precisione magistrale. Ha disegnato ogni curva con aggressività crescente, senza amministrare, dominando. Ha chiuso in 2:13.50, staccando di 0.62 le due avversarie arrivate seconde ex aequo.
“Sono senza parole”: le emozioni a caldo di Federica Brignone
Federica Brignone racconta la sua gara
Ai microfoni della Rai, l’azzurra ha confessato ancora incredula: “Vi giuro che sono senza parole, non riesco a capire niente.” Ha raccontato di essersi sentita sorprendentemente calma prima del via, un equilibrio trasformato poi in feroce determinazione sulla neve: “Oggi sono stata tranquilla… ho pensato solo a spingere il più possibile.” E ha spiegato il segreto del suo approccio: “Come in un Super-G, ho pensato solo a fare del mio meglio.”
Federica Brignone e l’inchino che ha fatto il giro del mondo
L’immagine simbolo di questa giornata è l’omaggio delle due argento, Hector e Stjernesund: nel parterre di Cortina, si sono inchinate davanti alla xampionessa Federica Brignone.
Un gesto spontaneo, potente, che va oltre la cronaca sportiva, un modo per riconoscere la superiorità di chi, a 35 anni e dopo un serio infortunio, ha trasformato dieci mesi di fatica in un trionfo olimpico. Brignone, operata a Milano e figlia della leggendaria Ninna Quario, ha marchiato a fuoco queste Olimpiadi: l’immagine dell’inchino sarà ricordata come una delle più iconiche del 2026. Sull’Olympia delle Tofane non ha solo vinto: è stata incoronata regina, celebrata da tutto il mondo dello sport.
Federica Brignone: la campionessa più attesa ai Giochi di Milano-Cortina 2026
Con il titolo di sciatrice italiana più vincente nella storia della Coppa del Mondo – conquistata per ben due volte – e tre medaglie olimpiche già in bacheca, Federica Brignone si presenta a Milano-Cortina 2026 come una delle protagoniste assolute.
Dopo il debutto nella prova a squadre di discesa libera, l’atleta milanese torna in pista giovedì 12 febbraio per il Super-G femminile: non la sua disciplina preferita, ma un’occasione speciale, soprattutto davanti al pubblico di casa, per stupire ancora una volta. Al suo fianco non è mancato il tifo degli appassionati, né il sostegno del compagno Davide, presenza fondamentale nella sua vita negli ultimi anni. Un legame che ha accompagnato Federica nel percorso verso questi Giochi così attesi.
La vita privata di Brignone: chi è Davide, l’uomo che le sta accanto
Archiviata la lunga relazione con il collega francese Nicolas Raffort, durata otto anni, Federica ha scelto maggiore riservatezza per la sua sfera personale. Negli ultimi tempi ha ritrovato serenità accanto a Davide, il suo attuale compagno, che non appartiene al mondo dello sci e preferisce restare lontano dalla ribalta.
I due si conoscono da tempo: Davide è infatti amico del fratello della sciatrice, Davide Brignone, che è anche il suo allenatore. In un’intervista aveva scherzato sul fatto che nella sua vita “ci sono parecchi Davide”, ma dietro l’ironia c’è un rapporto forte, costruito lontano dalle telecamere. Davide è stato una presenza costante anche durante i mesi più difficili: quelli del recupero dopo il grave infortunio che ha messo in dubbio la partecipazione di Federica alle Olimpiadi. Una corsa contro il tempo che la campionessa ha affrontato con determinazione, sostenuta dalla famiglia, dallo staff e dal suo compagno.
Una storia che guarda al futuro
Ospite di Verissimo, Federica aveva raccontato senza filtri il desiderio, un giorno, di costruire una famiglia. Per ora però il tempo è tutto per lo sport: gli impegni internazionali, gli obiettivi personali e soprattutto l’appuntamento olimpico di Milano-Cortina restano la priorità assoluta.
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