I veicoli a guida autonoma stanno cambiando il settore auto. Sia in termini di comodità del servizio, sia per la necessità di adeguare le infrastrutture. Ma anche per quel che riguarda il settore assicurativo. Se fino a qualche anno fa queste erano solo speculazioni, ora che i veicoli a guida autonoma (con i vari livelli) stanno iniziando a circolare sulle strade, la questione si fa seria e concreta. E non è una questione di dettagli, ma di una revisione strutturale del concetto stesso di responsabilità. Quando è un sistema automatizzato a prendere le decisioni al posto del conducente, la catena della responsabilità cambia, e con essa l’intero impianto su cui si regge l’assicurazione auto tradizionale.
Come cambia l’RCA
Il Regno Unito è uno dei mercati più esposti a questa transizione. Qui sono in corso test su strada in un ambiente urbano particolarmente complesso. Le strade affollate, l’elevata presenza di pedoni e ciclisti e le continue modifiche alla viabilità creano scenari difficili da interpretare per i sistemi autonomi. Ne deriva un mercato più cauto, in cui le compagnie devono valutare un rischio che non coincide né con quello dei veicoli tradizionali né con quello dei prodotti tecnologici puri. I veicoli autonomi si collocano esattamente nel mezzo. È qui che nasce l’esigenza di modelli assicurativi ibridi.
I test su strada stanno facendo emergere una serie di realtà che complica ulteriormente la situazione. Quando il sistema automatico incontra una situazione critica e restituisce il controllo a un supervisore umano, la responsabilità non è più chiaramente attribuibile né alla macchina né alla persona. Un esempio concreto di questa complessità è il caso Waymo. La società del gruppo Alphabet ha infatti recentemente rivelato come dietro ogni corsa autonoma ci sia una rete di operatori umani remoti pronti a intervenire.
Le criticità di questa fase di transizione
Il problema è che i veicoli autonomi non rientrano in modo perfetto nelle categorie assicurative esistenti. L’esempio dei robotaxi evidenzia la necessità di una copertura basata sulla responsabilità stradale, indispensabile per tutelare il veicolo nel traffico reale. Allo stesso tempo si afferma una protezione che assomiglia sempre più a quella pensata per i fornitori di tecnologia. Negli Stati Uniti sono già attive polizze di tipo errors & omissions, mirate a coprire malfunzionamenti software e comportamenti errati del sistema. L’ascesa di queste soluzioni mostra come la natura del rischio stia cambiando. Non è più l’errore del conducente a determinare l’esito dell’incidente, ma il comportamento dell’algoritmo. Le coperture tradizionali non spariranno del tutto. La responsabilità civile nel caso in cui il veicolo venga colpito da un terzo resta rilevante, così come le esposizioni a incendio, furto e atti vandalici.
Lamborghini cancels electric Lanzador as supercar buyers reject EVs