L’influenza 2025‑26 non ha aspettato l’inverno: è già arrivata, più forte e veloce dello scorso anno. Centinaia di migliaia di italiani hanno già contratto il virus, con ospedalizzazioni in aumento e un picco atteso tra dicembre e gennaio. I medici lanciano l’allarme: vaccinarsi prima di Natale è essenziale per proteggersi e alleggerire la pressione sugli ospedali. Questa stagione influenzale precoce impone attenzione, prevenzione e consapevolezza.
Influenza e Covid a Parma, Fabi (Aou) "Pronto soccorso sotto pressione senza precedenti"Influenza 2025‑26: perché la stagione è iniziata in anticipo
I primi segnali della sorveglianza epidemiologica
Già da ottobre, i sistemi di sorveglianza sanitaria hanno registrato un aumento dei casi di influenza ben superiore alla media stagionale. L’ISS e le reti di medici di base hanno rilevato oltre 860 mila episodi influenzali tra ottobre e novembre, un dato che segna un inizio anticipato rispetto agli anni precedenti. Il monitoraggio settimanale mostra un incremento costante, con focolai particolarmente rilevanti nelle regioni del Nord Italia.
Perché l’influenza sta circolando più velocemente
Diversi fattori spiegano la circolazione precoce del virus: il ritorno di attività sociali più intense, l’assenza di mascherine in ambienti chiusi e la diminuzione dell’immunità di gregge dopo stagioni influenzali meno aggressive. Inoltre, alcune varianti virali sembrano adattarsi più rapidamente, facilitando la diffusione tra adulti e bambini.
Differenze rispetto alla stagione precedente
Rispetto alla stagione 2024‑25, il virus ha mostrato maggiore capacità di diffusione e un incremento dei casi tra adulti giovani, oltre alle classiche fasce fragili come anziani e bambini. Inoltre, lo scorso anno la circolazione era partita più lenta, con picchi registrati tra gennaio e febbraio.
Quanti sono i casi: i dati aggiornati tra ottobre e novembre
Il superamento della soglia epidemica e l’aumento settimanale
I dati ISS indicano che già a metà novembre la soglia epidemica era stata superata in molte regioni. L’aumento settimanale dei casi supera il 15% rispetto alla media storica, confermando la rapida diffusione del virus.
Le fasce d’età più colpite in questa prima fase
I bambini sotto i 10 anni risultano i più colpiti, seguiti dagli adulti tra i 30 e i 50 anni. Questa distribuzione anomala rispetto al passato indica una maggiore esposizione in contesti scolastici e lavorativi. Negli ultimi cinque anni, inoltre, l’influenza aveva sempre mostrato un inizio tra fine novembre e dicembre, ma quest’anno, l’anticipo di almeno 3‑4 settimane rappresenta un segnale di allerta per il sistema sanitario.
Cosa dicono gli esperti: l’allarme di medici di famiglia e OMS
SIMG: “Vaccinarsi prima di Natale è fondamentale”
La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) sottolinea l’urgenza di vaccinarsi prima delle feste. Il vaccino antinfluenzale, infatti, è l’arma più efficace per ridurre complicanze e ricoveri, soprattutto tra le persone fragili e gli anziani.
Secondo Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, quest’anno l’influenza potrebbe colpire circa un italiano su tre, pari a 18-20 milioni di persone. “I dati provenienti dal Regno Unito mostrano già una situazione complicata: nonostante l’alta copertura vaccinale, l’influenza è comparsa prima del previsto. Una dinamica simile si sta osservando anche in Italia”, spiega l’esperto. Sul fronte della prevenzione, la situazione è preoccupante: “In termini di vaccinazioni siamo indietro. Solo un italiano su cinque si vaccina, e tra gli anziani appena uno su due, lontano dall’obiettivo OMS del 75%.”
Le previsioni dell’OMS sul picco tra dicembre e gennaio
L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un picco influenzale tra dicembre e gennaio, con possibile saturazione dei servizi ospedalieri. La circolazione precoce del virus suggerisce un’influenza più aggressiva e un aumento dei casi gravi. Oltre all’influenza stagionale, è probabile la co-circolazione di altri virus respiratori, come RSV e adenovirus, che possono aggravare le condizioni dei pazienti più fragili.
I sintomi dell’influenza di quest’anno: cosa cambia
I segnali più comuni da riconoscere subito
I sintomi dell'influenza stagionale sono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, tosse e affaticamento restano i sintomi principali. Tuttavia, alcuni pazienti riportano raffreddore intenso e disturbi gastrointestinali, segno di una variabilità del quadro clinico. La presenza contemporanea di più virus può rendere più difficile la diagnosi clinica e aumentare la gravità dei sintomi; per tale ragione, gli esperti raccomandano attenzione a starnuti persistenti, febbre superiore a 38°C e difficoltà respiratorie. La durata media dell’influenza resta di circa 5‑7 giorni per i soggetti sani, ma può protrarsi fino a 10‑14 giorni per anziani o persone con patologie croniche.
Vaccinazione antinfluenzale: perché anticiparla è cruciale
Quanto dura la protezione del vaccino e chi sono i soggetti più a rischio
Il vaccino offre protezione efficace per 5‑6 mesi, quindi vaccinarsi prima di Natale permette di coprire l’intera stagione influenzale, inclusi i mesi di picco tra dicembre e gennaio. Anziani, bambini, persone con malattie croniche e operatori sanitari sono le categorie più a rischio, di conseguenza, la vaccinazione riduce ospedalizzazioni, complicanze respiratorie e decessi. Ricordiamoci che essere stati contagiati non garantisce immunità totale: il vaccino protegge da varianti differenti e riduce il rischio di reinfezione nello stesso inverno.
Ricoveri e pressione sugli ospedali: lo scenario previsto
L’impatto della partenza anticipata sulla rete sanitaria
La partenza precoce della stagione influenzale potrebbe generare un affollamento ospedaliero già a dicembre, prima del classico picco di gennaio, con rischio di pressione sui reparti di pronto soccorso. Polmonite, insufficienza respiratoria e peggioramento di malattie croniche sono le principali complicanze, e gli ospedali raccomandano monitoraggio attento dei pazienti fragili e strategie preventive.
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