La memoria delle donne: quattro libri per capire la Shoah

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(La redazione di fem) Jan 26, 2026 · 4 mins read
La memoria delle donne: quattro libri per capire la Shoah
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Per capire davvero la Storia non basta limitarsi a studiare date ed eventi trattati sui libri. Conta moltissimo leggere le storie delle persone che quegli eventi li hanno vissuti, subiti o rielaborati, anche in narrazioni romanzate, e osservarli da più angolazioni e punti di vista. Uno sguardo che troppo spesso passa in secondo piano è quello delle donne, capaci di raccontare la guerra, la Shoah e i regimi non solo come fatti storici, ma come esperienze che attraversano i corpi, le relazioni, l’infanzia e la memoria. Per questo, in occasione della Giornata della Memoria, vi consigliamo quattro libri molto diversi tra loro per stile e genere, che raccontano l'Olocausto da una prospettiva femminile. Uno di questi è anche adatto ai ragazzi.

Giornata della Memoria: Eva, Teresa e Janina sopravvissute ad Auschwitz: "Anche oggi nel mondo accadono cose terribili"

Libri sulle donne da leggere nella Giornata della Memoria

Sotto una stella crudele – Heda Margolius Kovály: la testimonianza diretta di una sopravvissuta tra nazismo e stalinismo

Sotto una stella crudele di Heda Margolius Kovály è una memoria storica vera, lucida e profondamente umana. Kovály, ebrea di Praga sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, racconta non solo l’orrore della deportazione, ma anche ciò che viene dopo: il ritorno, la ricostruzione, e infine la nuova oppressione della dittatura sovietica. Il libro è attraversato da due regimi totalitari, e mostra con impressionante chiarezza come la violenza non finisca con la liberazione. Sparizioni, processi politici, esecuzioni sommarie diventano parte di una quotidianità che si trasforma lentamente in un altro incubo. Il centro del racconto, però, non è mai solo l’evento storico: sono le reazioni umane, la paura, il silenzio, la resistenza, il compromesso. Kovály descrive la disillusione di chi ha creduto nella fine del male e si accorge che esso può assumere nuove forme. È un libro che mette a disagio, perché suggerisce una verità difficile da accettare: non ci si libera mai del tutto da queste dinamiche.

Suite francese – Irène Némirovsky: il capolavoro ritrovato scritto sotto l’occupazione tedesca

Suite francese è il capolavoro di Irène Némirovsky, ebrea della diaspora russa, morta ad Auschwitz nel 1942. La storia di questo romanzo è quasi incredibile: scritto durante i giorni dell’occupazione tedesca in Francia, rimase incompiuto e chiuso in una valigia per decenni, fino a quando la figlia dell’autrice lo scoprì e lo fece pubblicare. Il libro divenne un best seller mondiale, restituendo la voce a una scrittrice cancellata dall'odio. In Suite francese non c’è ancora l’orrore dei campi di sterminio, ma c’è la guerra nel suo farsi quotidiano: l’occupazione, la convivenza forzata con il nemico, il disprezzo per l'altro che si annida anche tra compaesani e compatrioti. Némirovsky osserva l’essere umano senza indulgenza, mettendo in scena egoismi, solidarietà improvvise, vigliaccherie e slanci morali. È un romanzo che mostra come la guerra agisca sulle relazioni e sulle scelte, rivelando ciò che le persone sono davvero. Questo sguardo sull’umanità sotto pressione attraversa anche altri testi dell’autrice, come I doni della vita, ma qui raggiunge una potenza rara.

Il rogo di Berlino – Helga Schneide: la guerra vista dalla figlia di una nazista

Il rogo di Berlino di Helga Schneider offre una prospettiva radicalmente diversa e disturbante. Helga ritrova la madre che, nell’autunno del 1941, l’aveva abbandonata a Berlino insieme al fratellino neonato Peter per arruolarsi nelle SS. La madre non solo non rinnega il passato, ma si mostra nostalgica del periodo in cui faceva la guardiana nel campo di concentramento di Birkenau. Come la madre non l’ha voluta allora, questa volta è Helga a scegliere di non volerla più. Il romanzo si muove su due piani temporali: il presente del confronto e il passato dell’infanzia, ambientato nella Berlino del 1942. Privata dell’affetto dei genitori, Helga ha solo il nonno Opa, che la ama profondamente e trasforma la sopravvivenza quotidiana in una sorta di gioco: la ricerca ossessiva di cibo e acqua diventa un’avventura. Il libro interroga in modo brutale il legame tra amore, responsabilità e colpa, mostrando come il male possa essere anche familiare, intimo, impossibile da separare dagli affetti.

Un'isola nel mare – Annika Thor: un romanzo di formazione sull’infanzia sradicata

Un’isola nel mare di Annika Thor è il primo romanzo di una quadrilogia per ragazzi, a cui seguono Lo stagno delle ninfee, Mare profondo, Oltre l’orizzonte. Racconta la storia di due sorelle ebree, Steffi (12 anni) e Nelli (7), inviate in Svezia per salvarsi dalla guerra. Arrivate a Göteborg, vengono affidate a famiglie su un’isola di pescatori.