La "regola delle cinque ore": da Bill Gates a Benjamin Franklin, pare determini il successo (ma chi ha questo tempo?)

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(La redazione di fem) Jan 31, 2026 · 3 mins read
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Vuoi avere successo? Ecco la "regola delle cinque ore": sinteticamente, si tratta della regola in base alla quale dovremmo dedicare un'ora al giorno a imparare, riflettere e pensare, cinque volte a settimana. Sembra che la regola risalga al presidente USA Benjamin Franklin, che dedicava (almeno) un'ora al giorno specificamente all'apprendimento di qualcosa di nuovo.

Oggi, Elon Musk, Oprah Winfrey e Bill Gates affermano di applicarla, nell'idea che dedicare un'ora della giornata all'istruzione eserciti la mente, migliori le competenze e rafforzi la disciplina. Che è evidentemente ovvio. Loro però hanno il tempo di pianificare un'ora al giorno alla "sperimentazione": certamente non devono fare la fila alle Poste.

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in cosa consiste la "regola del successo" praticata dai leader

Imparare e sperimentare, fallire, ritornare a imparare e a sperimentare, in breve: dedicare un'ora intera, ogni giorno, per cinque giorni a settimana, all'apprendimento o alla pratica di cose nuove. Il primo passo è appunto istruirsi: leggere un libro stampato, ascoltare un podcast educativo o comunque di approfondimento su un tema specifico, studiare su tomi polverosi oppure online.

Poi viene la sperimentazione: migliorarsi non significa riempirsi la testa di fatti e date. Terzo step: il fallimento. Cercare feedback esterni serve a imparare dai propri errori man mano che si procede.

approccio critico alla regola delle cinque ore

In un giorno abbiamo 24 ore. In media, circa sette, otto, le passiamo a dormire. Il che significa che ci restano 16 ore per fare tutte quelle cose che la vita ci impone di fare, sottraendone comunque altre sette, otto, che la maggior parte delle persone occupa lavorando. Quindi, bene che vada, ci restano nove ore che normalmente dedichiamo alla gestione del quotidiano: fare la spesa, fare i lavori domestici, occuparci di chi ha bisogno (animali, bambini) e mangiare e bere. E non ci addentreremo sulle diparità del lavoro di cura, cosa di cui ci occupiamo abbastanza spesso. Basta dire che secondo l'OCSE, in tutto il mondo, le donne dedicano da due a dieci volte più tempo al lavoro di cura non retribuito rispetto agli uomini. 

Questo ha un effetto a catena sul numero di ore di tempo libero che è possibile dedicare alle regole di vita di Benjamin Franklin e Bill Gates. Ovviamente non si tratta solo di disparità di genere, ma anche di classe: chi fa due o più lavori, chi lavora per turni, chi vive in precarietà economica, chi non ha una rete di supporto familiare, difficilmente troverà il margine per ritagliarsi un’ora al giorno per crescere e avere successo.

In questo senso, la 5-Hours Rule rischia di trasformarsi in un principio elitario: una prescrizione utile, ma applicabile solo da chi ha già conquistato l’agio per praticarla.

sofisticazioni che distraggono: il tempo per queste regole

Prima c'era la skin care routine, poi la cura del cuoio capelluto, dopo ancora la mania di ordinare ogni oggetto del frigo dentro a scatole trasparenti. Poi l'arredamento esteticamente valido, poi la mindfulness. Insomma, come sempre, viviamo nel paradosso più totale: stavolta ci viene proposta come la strada per "diventare" persone di successo, quando nella realtà è una conseguenza del successo o del privilegio, non la sua causa.

Leggere, riflettere, sperimentare sono attività preziose, ovvio, ma non possono essere presentate come accessibili a tutti senza discutere delle condizioni materiali e sociali che ne rendono facile o difficile la pratica.