È ormai di dominio pubblico la storia delle tensioni tra Brooklyn Beckham e i suoi genitori, David e Victoria, inevitabilmente sfociata nel no contact. Con una serie di storie pubblicate su Instagram, il ventiseienne Brooklyn ha accusato apertamente la famiglia di aver cercato di sabotare il suo matrimonio con Nicola Peltz, di averlo controllato per anni e di aver anteposto l’immagine pubblica al benessere familiare. E il ragazzo ha precisato anche di non volere alcuna riconciliazione.
"Diventare adulti significa riconoscere la fallibilità dei genitori": ne abbiamo parlato con la psicoterapeuta Valeria LocatiOra, l’episodio ha richiamato l'attenzione per la notorietà dei Beckham, ma ha pure portato a galla il dibattito su una scelta che raramente viene approfondita: quella di, anche fuori dai riflettori, rompere i rapporti con la famiglia.
bye bye family: allontanarsi per sopravvivere e guarire
La decisione di interrompere i rapporti con uno o più membri della propria famiglia, pratica definita del "no contact", è ancora fortemente stigmatizzata ma occorre ammettere che è un fenomeno in crescita. Hashtag come #toxicfamily, #estrangedadultchild o #narcissisticparent raccolgono sui social milioni di contenuti e testimonianze personali: questo ha permesso a molte persone di riconoscere pattern comuni e di uscire da un senso di isolamento, legittimando la propria scelta di allontanarsi per proteggersi.
Infatti, dietro la decisione di tagliare i ponti con i genitori non ci sono litigi momentanei o distanze emotive: chi sceglie il no contact lo fa per preservare la propria salute mentale, stabilire confini definiti o interrompere dinamiche tossiche e durate anni (dice). Tra i personaggi famosi che hanno scelto il no contact c'è pure Jennette McCurdy: l’ex attrice di iCarly: ha raccontato nel suo bestseller I'm Glad My Mom Died (2022) una relazione segnata da abusi psicologici e controllo estremo.
Anche Meghan Markle ha interrotto i rapporti con il padre, Thomas Markle, dopo continue violazioni della sua privacy e comportamenti che lei ha definito manipolatori (ma Meghan Markle non piace a nessuno quindi danno tutti ragione al padre).
Angelina Jolie e Jon Voight: per anni non si sono parlati. Jolie ha dichiarato in più occasioni di aver preso le distanze a causa di comportamenti passati del padre che riteneva dannosi. E Selena Gomez ha parlato del difficile rapporto con il padre, che ha abbandonato la famiglia quando lei era bambina, e della necessità di stabilire confini anche con la madre, con cui oggi collabora ma dopo un periodo di distanza.
Cosa dice la ricerca scientifica sull'addio alla famiglia
Negli ultimi anni la psicologia e la psichiatria hanno iniziato a studiare sistematicamente il fenomeno dell’estraniazione familiare (family estrangement). All'Università di Cambridge è stata condotta una ricerca su 807 adulti che avevano interrotto i rapporti con genitori o con i figli. I dati mostrano che la decisione è spesso accompagnata da dolore, ma anche da sollievo e senso di sicurezza. Infatti nello studio si sottolinea che l'estraniazione è spesso "una strategia di sopravvivenza".
Sulla rivista Journal of Family Psychology si legge che l’allontanamento familiare è più comune di quanto si pensi: un adulto su quattro ha sperimentato un taglio dei rapporti con almeno un familiare stretto, che le madri vivono l’allontanamento da parte dei figli come un lutto reale, con sintomi simili al dolore da perdita, ma anche che i figli che scelgono il no contact riportano miglioramenti nella salute mentale a lungo termine.
Tra gli argomenti a favore del "no contact" c'è ovviamente una sana autotutela: in casi di abusi psicologici, fisici, narcisismo patologico o dipendenze non trattate, il distacco può essere l’unico modo per interrompere un ciclo tossico.
Nei casi di oppressione e limitazione della propria identità o espressione (pensiamo alle persone lgbt+ private dell'appoggio) è una questione di rivendicazione dell’identità individuale. La scelta di tagliare i ponti permette di riformulare la propria vita in modo autonomo, senza il peso di aspettative familiari dannose. Ne consegue, ed è tra gli argomenti "pro", la riduzione dell’ansia e del senso di colpa: molte persone che intraprendono questo percorso riferiscono di aver finalmente acquisito lucidità emotiva e stabilità.
la famiglia è sacra ma la salute mentale pure
Non mancano gli argomenti contro o almeno critici. Alcuni terapeuti mettono in guardia contro l’uso del no contact come scorciatoia per evitare un confronto doloroso ma necessario. Infatti troncare i rapporti senza aver elaborato il trauma può portare a nuove forme di sofferenza o isolamento. Insomma, le conseguenze sarebbero "a catena": l’allontanamento da un familiare può generare fratture anche con altri membri della famiglia o difficoltà nel costruire relazioni sane in futuro perché si potrebbe privilegiare una forma di protezione eccessiva quando invece i conflitti sono necessari alla crescita.
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