Seguendo il filone della cultura della performatività esasperata al massimo, non si può non parlare del "vanto" che è restare in ufficio fino a tardi. Altro che timbrare il cartellino e uscire in orario: rimanere oltre l'orario di lavoro è interpretato come un segnale di dedizione, serietà e senso del dovere (quando dovrebbe essere il contrario).
Emily in Paris sbarca a Venezia per la quinta stagioneIn molti ambienti professionali chi spegne il computer all’ora giusta, quella prevista dal contratto, rischia di passare per lavativo o lavativa mentre al contrario, in Paesi come Svezia, Olanda o Danimarca, accade l’esatto opposto: chi lavora oltre l’orario previsto viene guardato, guardata, con sospetto. Come se non fosse stato in grado di organizzare il proprio tempo in modo efficace.
Questa differenza non dipende dai contratti di lavoro né da scelte manageriali. È semmai la restituzione di una cultura che influenza il modo di concepire il lavoro, l’autorità e il valore del tempo.
Il modello di Hofstede e la cultura del lavoro
Per comprendere queste differenze è utile fare riferimento al modello culturale di Geert Hofstede, sociologo olandese che ha analizzato come i valori nazionali influenzino il comportamento nelle organizzazioni e nei microcosmi. Una delle dimensioni chiave del suo modello è la distanza dal potere, ovvero il grado con cui una società accetta e normalizza le gerarchie. In Italia la distanza dal potere è relativamente alta, nei Paesi nordici la distanza dal potere è bassa. Ma vediamo in che senso,
In Italia, la figura del capo, della capa è ancora spesso percepita come figura autoritaria. Il rapporto tra manager e dipendente è verticale e il controllo, anche implicito, gioca un ruolo centrale. In questo contesto la presenza fisica diventa una forma di lealtà: restare fino a tardi non serve solo a lavorare, ma a farsi vedere.
Nei Paesi nordici invece il rapporto è più orizzontale. Chi comanda ha il ruolo del facilitatore, della facilitatrice, non quello di controllare. Ciò che conta non è quante ore si passano in ufficio, ma se gli obiettivi vengono raggiunti. Sì: sono due visioni opposte.
Questa differenza culturale produce due modelli di lavoro radicalmente diversi: In Italia il tempo sottratto alla vita, alla famiglia e a sé, è sinonimo di impegno. Le riunioni si allungano perché l'unico evento in grado di stopparle è paradossalmente l'inizio di un'altra riunione. L'uscita secondo l'orario previsto genera senso di colpa e soprattutto la produttività viene confusa con la disponibilità continua.
rimanere per "farsi vedere" vs finire presto perché si è bravi, brave
Nei Paesi del nord Europa il tempo è una risorsa da ottimizzare: le riunioni sono brevi e strutturate, andare via tardi è segnale di inefficienza e la work-life balance è parte integrante della performance. Non è un caso se molti studi internazionali mostrano che Paesi con orari di lavoro più brevi hanno livelli di produttività più alti e tassi inferiori di burnout.
Uno degli effetti più subdoli della cultura lavorativa italiana è il senso di colpa interiorizzato. Anche quando non esiste una richiesta esplicita, molte persone restano oltre l’orario per paura del giudizio, per conformismo e per farsi vedere presenti. Ma non solo rimanere in ufficio fino a tardi dovrebbe essere sinonimo di poca bravura: se non si riesce a portare a termine un compito in orario significa essere scarsi, scarse. Ma anche perché questo meccanismo ha conseguenze sull'aumento dello stress, sulla riduzione della motivazione, sulla difficoltà a conciliare vita privata e lavoro.
è la normalizzazione del sovraccarico (anche inventato)
Il paradosso è che lavorare di più non significa lavorare meglio. Anzi, spesso è il contrario. Cambiare mentalità è ovviamente una sfida culturale, non individuale. Dire, dirsi, che basta staccare tutto in orario non è sufficiente, quando il problema è sistemico. Serve un cambiamento che coinvolga prima di tutto le leadership tossiche: quelle persone che siedono ai vertici di società e aziende e che premiano chi rimane, non chi lavora bene, chi è veloce ed efficiente.
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