Più una donna è colta e meno desidera diventare madre o sposarsi: uno studio durato vent'anni spiega perché

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(La redazione di fem) Dec 28, 2025 · 3 mins read
Più una donna è colta e meno desidera diventare madre o sposarsi: uno studio durato vent'anni spiega perché
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Le donne con titoli universitari o post-laurea sono meno propense a sposarsi e più inclini a rimanere single e senza figli, figlie. Anzi, nei dettagli: le donne con laurea o titolo superiore sono quelle di solito non sposate rispetto alle loro coetanee con istruzione inferiore che invece hanno un partner.  Lo sappiamo grazie a uno studio condotto dalla University of Chicago tra alcuni Paesi ad alto reddito: USA, Canada, Regno Unito, Francia, Italia, Corea del Sud (quella di Squid Game, non la dittatura di Kim Jong-un), Giappone e Germania.

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Questo trend, lo diciamo subito, non è legato a una mancanza di desiderio di relazione o di famiglia, ma piuttosto a una ridefinizione dei criteri relazionali. Lo studio è stato fatto incrociando una serie di dataset tra cui Census Bureau, Eurostat, OECD, World Values Survey su un periodo di osservazione lungo tra i 20 e 30 anni, per seguire l’evoluzione dei "comportamenti matrimoniali". A essere osservate sono donne di età compresa tra 25 e 44 anni, suddivise per livelli di istruzione. L'intento era capire come l’istruzione superiore influisce sulle scelte matrimoniali e familiari delle donne e come i cambiamenti economici e culturali abbiano ridefinito il concetto di relazione stabile nelle società contemporanee.

studiare, acculturarsi, per capirsi e scegliere consapevolmente

I risultati sono abbastanza chiari: l'emancipazione cambia le priorità, non direttamente i sentimenti ma è chiaro che influisce sui sentimenti. L’educazione superiore ha dato alle donne autonomia economica, capacità critica, accesso a reti sociali e culturali più ampie, maggiori aspettative relazionali. Questo non significa che le donne rifiutino l’amore o la famiglia, ma che non sono più disposte ad accettare relazioni sbilanciate o fondate su ruoli di genere tradizionali.

"Non voglio un marito da mantenere, ma un partner alla pari" è in sintesi il messaggio che emerge. E no: il problema non è che le donne hanno alzato l’asticella ma che gli uomini si aspettano che sia troppo bassa. Molti sociologi (tra cui Eva Illouz e Barbara Risman) notano che in molti contesti, le donne superano ormai gli uomini in istruzione e reddito. Ma nonostante ciò le aspettative tradizionali di genere da parte degli uomini sono cambiate poco o per nulla: molti uomini non accettano di avere partner più istruite o più ricche, molti non condividono equamente le responsabilità domestiche e familiari. Il risultato è che le donne istruite preferiscono restare single piuttosto che adattarsi a un modello relazionale che le penalizza.

Il calo dei matrimoni tra donne istruite non è un fallimento sociale ma al contrario un propulsore di cambiamento: prima o poi anche gli uomini si emanciperanno e allora le relazioni torneranno a essere paritarie.

Le donne rifiutano infatti il ruolo di madri a tempo pieno e mogli servizievoli, non quello di partner. Anche perché quei ruoli sono incompatibili con le loro ambizioni personali e professionali anche a causa dell'assenza di politiche pubbliche che favoriscano l’equilibrio vita-lavoro (asili, congedi paritari, welfare), la scelta più razionale per molte è rinunciare a una relazione quando questa diventa un carico.  

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Lo studio, pur non prendendo una posizione ideologica, offre dati che confermano le rivendicazioni femministe: il modello familiare tradizionale non è più sostenibile, né desiderabile, per una generazione di donne autonome e consapevoli. Le donne istruite non sono "contro il matrimonio e contro i figli" ma non vogliono più accettare compromessi imposti dalla disuguaglianza di genere. 

Oltretutto lo studio dell'Università di Chicago non è nemmeno l'unico, sul tema: una delle ricerche più citate è quella condotta da Satoshi Kanazawa nel 2009, psicologo evoluzionista alla London School of Economics. I suoi studi, pubblicati su riviste peer-reviewed, affermano che: all’aumentare del quoziente intellettivo (QI), diminuisce la probabilità di avere figli, specialmente nelle donne.