Avevamo accennato a come funziona l'autoregolazione emotiva di bambini e bambine, oggi vogliamo approfondire: alcuni studi dimostrano che i piccoli che usano gli smartphone sono più impulsivi e irritabili. In poche parole, sono più nervosi.
"Le cose non dette": il nuovo film di Gabriele Muccino sull’amore che sopravvive sulle verità taciuteNel costante dibattito sull’uso degli schermi da parte dei bambini e delle bambine è facile cadere in due estremi: da un lato l’allarmismo che demonizza la tecnologia, dall’altro il lassismo che liquida ogni preoccupazione come panico infondato. Ma cosa ci dice davvero la letteratura scientifica? Senza cedere né al moralismo né alla negazione, oggi abbiamo dati sempre più solidi che analizzano la questione.
usare lo smartphone minaccia la capacità di regolare le emozioni
In primis, è stata rilevata una connessione tra l’aumento del tempo trascorso davanti a uno schermo e la comparsa di comportamenti esternalizzanti nei bambini, come l’irritabilità, l’impulsività e l’aggressività. Secondo una meta-analisi pubblicata su JAMA Pediatrics già nei primi anni di vita l’eccessiva esposizione agli schermi è associata a un incremento del rischio di problemi comportamentali, anche tenendo conto di fattori familiari e socioeconomici.
Ma non è solo una questione di quanto tempo si passa davanti agli schermi, quanto di come e perché questi dispositivi vengono usati. Ricerche come quella pubblicata su Computers in Human Behavior suggeriscono una dinamica a ping-pong: bambini e bambine con maggiori difficoltà di autoregolazione tendono a usare di più lo schermo (spesso offerto come strumento calmante) ed è il cane che si morde la coda. L’uso eccessivo dello schermo col tempo peggiora le capacità di gestione emotiva.
irritabili e impulsivi: le lacrime quando lo schermo non c'è
Se il telefonino o il tablet vengono utilizzati regolarmente per spegnere il pianto, la noia o la frustrazione, bambini e bambine imparano a evitare il confronto diretto con le emozioni. Il cervello, in sostanza, si esercita meno nella tolleranza della frustrazione e nello sviluppo di strategie di autoregolazione. Questo porta, nel tempo, a una maggiore reattività emotiva e a una tolleranza sempre più bassa agli stimoli frustranti della vita.
I meccanismi alla base di questa relazione non hanno nulla di misterioso, ma sono perfettamente coerenti con ciò che sappiamo sullo sviluppo neurologico ed emotivo infantile: Gli schermi, soprattutto se usati nelle ore serali, peggiorano la qualità e quantità del sonno, elemento cruciale per l’equilibrio emotivo e comportamentale del giorno successivo.
L’uso prolungato dei dispositivi può sostituire attività fondamentali per lo sviluppo come il gioco fisico, le interazioni faccia a faccia, l’immaginazione e l’allenamento alla pazienza. La struttura stessa delle app e dei contenuti digitali - tra notifiche, scroll infiniti, autoplay - tende a favorire una ricompensa immediata, riducendo la soglia di tolleranza per la "lentezza" della realtà.
non è possibile evitare (o vietare) del tutto gli schermi
Le indicazioni delle principali istituzioni pediatriche vanno dunque nella direzione di una mediazione intelligente: non si tratta di eliminare del tutto la tecnologia, ma di inserirla in un contesto educativo e relazionale sano.
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