La nascita di un film necessario: perché Se domani non torno arriva adesso
Quando esce il film?
Il progetto cinematografico dedicato a Giulia Cecchettin nasce con una tempistica che non è casuale. A due anni dalla condanna definitiva di Filippo Turetta all’ergastolo, Se domani non torno si inserisce in un Paese dove la questione della violenza sulle donne è impossibile da ignorare. La regista Paola Randi e la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan costruiranno la sceneggiatura partendo dal libro Cara Giulia, un testo che ha già segnato un’epoca, diventando un manuale emotivo e civile per comprendere cosa significa crescere figlie e figli in un Paese attraversato da stereotipi, bias inconsci, e una violenza normalizzata. Il film è prodotto da Notorious Pictures e arriverà nelle sale nel 2026.
Dalla poesia alle piazze: il significato di quelle parole diventate un titolo
Il titolo Se domani non torno è ormai diventata un pezzo di storia. Arriva dai versi dell’attivista peruviana Cristina Torres Cáceres, scritti nel 2011, diventati virali nel 2023 durante la scomparsa di Giulia: “Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima.” Quelle parole sono entrate nelle piazze, nelle manifestazioni, sui cartelli tenuti da centinaia di migliaia di persone. Il film porta quel titolo perché rappresenta la forza di una memoria che non ha paura di esporsi. È un invito, rivolto a tutti, a non abbassare lo sguardo.
Dal libro Cara Giulia allo schermo: cosa racconterà davvero il film
Cara Giulia, il libro di Gino Cecchettin, non è una biografia: è un testo sulla genitorialità, sulla cultura del rispetto, sul modo in cui la società interpreta e giudica le ragazze e le donne. Nel volume, Cecchettin scrive "quello che ha imparato da sua figlia”. E quel sottotitolo diventa il motore narrativo del film: non un racconto morboso dell’omicidio, ma una riflessione sul prima, sulla vita di Giulia, sui suoi sogni, sulle sue relazioni, sulla sua gentilezza. Il cinema, in questo caso, non si limita alla ricostruzione: vuole illuminare il terreno su cui attecchiscono le radici della violenza. Se domani non torno sarà un film che parla di noi, non solo di lei.
La voce di Gino Cecchettin e la responsabilità della memoria
Negli ultimi due anni, Gino Cecchettin è diventato una figura pubblica suo malgrado, ma la sua presenza non è mai stata divisiva né polemica. È stata educativa. Le sue apparizioni – da Che tempo che fa alle conferenze pubbliche – hanno contribuito a trasformare il lutto in azione civile. Dalla nascita della Fondazione Giulia Cecchettin, dedicata alla prevenzione della violenza e alla promozione della parità di genere, fino alla partecipazione ai progetti scolastici, Gino Cecchettin ha costruito un discorso pubblico che chiede consapevolezza.
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