Bodø – Ancora non si sono spente le polemiche per la simulazione in Inter-Juventus che già Alessandro Bastoni si è reso protagonista di un altro episodio controverso. È successo mercoledì poco prima del calcio di inizio di Bodø/Glimt-Inter, anche se il fatto è sfuggito al cameraman che nel frattempo era morto per ipotermia.
I giocatori stavano entrando in campo accompagnati come di consueto da un gruppo di bambini, quando il piccolo Olav si è avvicinato al difensore dell’Inter per prendergli la mano.
Appena si è sentito toccare, Bastoni – per un riflesso condizionato – è crollato a terra con le mani sul volto, contorcendosi per il dolore. Poi si è alzato ed è corso verso l’arbitro urlando: “Questo nano di merda mi ha dato un pugno!”.
Il direttore di gara, a cui era sfuggito l’episodio, ha chiesto conferma agli altri bambini che in coro gli hanno risposto: “Sì sì, gli ha dato un pugno, Olav è uno stronzetto, lo fa, lo fa”. L’arbitro quindi non ha potuto fare altro che mostrare il cartellino rosso al bambino che ha reagito scoppiando a piangere. Inutili i tentativi di giustificarsi, il piccolo Olav ha dovuto lasciare il campo spinto fuori da Lautaro Martinez.
Immediate sono scoppiate le polemiche, soprattutto per il mancato intervento del VAR, dovuto al fatto che gli addetti erano morti per ipotermia. E non è intervenuta neanche la giustizia sportiva che, anzi, ha affibbiato al bimbo un DASPO per 3 anni e lo ha tolto ai genitori per affidarlo ai servizi sociali.
Nel dopopartita è intervenuto anche l’allenatore interista Cristian Chivu che ha stigmatizzato l’episodio: “I bambini devono imparare a tenere le manine a posto, specie perché ce l’hanno sempre appiccicose. Si scaccolano e poi vogliono prendere per mano i calciatori, questa cosa fa schifo, l’arbitro ha fatto bene”.
Eddie Settembrini
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