Spid a pagamento con Poste Italiane: quando inizia il canone, come disdire e quali alternative gratuite usare nel 2026

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(La redazione di fem) Jan 08, 2026 · 3 mins read
Spid a pagamento con Poste Italiane: quando inizia il canone, come disdire e quali alternative gratuite usare nel 2026
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Dal 1° gennaio 2026 lo Spid di Poste Italiane entra ufficialmente nella fase a pagamento per una parte consistente degli utenti. La novità non riguarda tutti, ma coinvolge milioni di cittadini che hanno attivato l’identità digitale da più di un anno. Il costo non è elevato, ma il rischio è non accorgersi della scadenza, non fare nulla e ritrovarsi con uno Spid sospeso o con un pagamento richiesto a posteriori. Per questo è utile capire come funziona il meccanismo, quando si paga davvero e quali alternative gratuite esistono.

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Quando lo Spid di Poste diventa a pagamento

Il principio è semplice: il primo anno è gratuito, dal secondo anno in poi il servizio prevede un canone annuale di 6 euro. Non è una novità improvvisa, ma una modifica strutturale che riguarda chi ha attivato PosteID Spid da tempo e intende continuare a usarlo.

Non tutti però sono coinvolti. Restano esentati dal pagamento:

  • i minorenni

  • i cittadini con almeno 75 anni

  • i residenti all’estero

  • chi utilizza lo Spid a uso professionale.

Per tutti gli altri, il servizio continua senza interruzioni fino alla fine dell’annualità in corso, momento in cui viene richiesto il rinnovo.

Come capire se il pagamento riguarda anche voi

Il modo più sicuro per saperlo è controllare la data di attivazione del proprio Spid. Accedendo all’area personale sul sito di Poste Italiane, è possibile verificare lo stato dell’identità digitale e vedere se il primo anno gratuito è già terminato.

Poste invia un’email di avviso solo agli utenti che hanno lo Spid in scadenza nel mese successivo. Questo significa che non ricevere comunicazioni non equivale automaticamente a essere esclusi dal canone. Una verifica manuale evita equivoci.

Cosa succede se non si paga il canone?

Se il pagamento non viene effettuato, l’identità digitale non viene cancellata immediatamente. Lo Spid resta tecnicamente attivo per 24 mesi dall’ultimo accesso, ma può essere sospesa la possibilità di usarlo per entrare nei servizi online della Pubblica amministrazione.

In pratica, l’account esiste ancora ma non consente di accedere a portali fondamentali. Per riattivarlo, Poste può chiedere il saldo del canone oppure invitare l’utente a procedere con la chiusura formale dell’identità digitale. È una situazione che conviene evitare intervenendo prima.

Come disdire lo Spid di Poste senza pagare

Chi non vuole sostenere il costo può recedere dal servizio, ma deve farlo entro 30 giorni dalla scadenza del primo anno gratuito o dalla ricezione dell’avviso di pagamento. Se la disdetta avviene nei tempi corretti, non è dovuto alcun importo.

La modalità più rapida è online, accedendo all’area riservata di PosteID e selezionando la voce di cancellazione dell’identità digitale, con conferma tramite codice di sicurezza inviato via Sms. In alternativa, è possibile procedere con una Pec o con una raccomandata A/R utilizzando il modulo ufficiale. Superati i 30 giorni, invece, il rischio è che venga richiesto il pagamento per chiudere o riattivare correttamente il servizio.

Perché non conviene restare senza identità digitale

Disdire lo Spid senza avere un’alternativa pronta può creare problemi immediati. Oggi l’identità digitale è indispensabile per accedere ai servizi dell’INPS, dell’Agenzia delle Entrate, ai portali sanitari regionali, ai bonus e a numerose pratiche amministrative.

Prima di chiudere PosteID, è quindi fondamentale assicurarsi di avere un’altra chiave di accesso già funzionante.

La CIE come alternativa gratuita allo Spid

La soluzione più immediata è la Carta d’Identità Elettronica. Con la CIE e il relativo Pin, tramite l’app CieID, si può accedere gratuitamente alla maggior parte dei servizi pubblici online. Non esistono canoni annuali: il costo è una tantum, legato al rilascio del documento da parte del Comune.

Molti cittadini possiedono già la CIE senza usarla come strumento digitale. Attivarla può essere sufficiente per sostituire completamente lo Spid, soprattutto per chi utilizza i servizi online in modo occasionale.

Gli altri Spid gratuiti ancora disponibili

Oltre alla CIE, esistono ancora gestori Spid che offrono versioni gratuite, spesso legate all’identificazione digitale. Tra questi: