Storie di millennial ed eterna giovinezza: i 40 non sono i nuovi 20, però sono i nuovi 30

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(La redazione di fem) Jan 15, 2026 · 4 mins read
Storie di millennial ed eterna giovinezza: i 40 non sono i nuovi 20, però sono i nuovi 30
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A 40 anni, per la prima volta, tanti e tante millennial hanno in mano una cosa che per anni sembrava un miraggio: stipendi decenti, autonomia di pensiero e una libertà non più teorica ma reale.

E soprattutto hanno una certezza: non stanno finendo, stanno ancora giocando la partita. E con un’aspettativa di vita abbastanza lunga da poter cambiare rotta due, tre volte ancora, senza sentirsi ridicoli, ridicole.

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I 40 non sono i nuovi 20. Ma sono i nuovi 30.

Abbiamo sentito dire tante volte che i 40 sono i nuovi 20:  perché la gente tornava a divertirsi, dopo mettiamo un divorzio, come faceva a vent'anni, perché aveva la stabilità economica ma la voglia di fare, come si aveva a vent'anni. Ma non è più così, soprattutto perché i millennial a vent'anni non avevano né messo su famiglia né stipendi. Infatti per molti millennial e molte millennial quarantenni, i 40 sono i nuovi 30.

Non perché siamo in fissa con la giovinezza, né perché abbiamo deciso di vivere in un eterno aperitivo. È successo per un motivo molto più banale e molto meno romantico: ci hanno spostato in avanti la vita.

Per i millennial, mettere su casa, stabilizzarsi, fare figli e figlie - quando si fanno - non è stato un percorso naturale o che ha seguito le tappe di Gen x e boomer. È stato un percorso rimandato, complicato, spesso impossibile per anni. Non perché mancasse la voglia di diventare adulti, ma perché mancavano le condizioni materiali per farlo.

Il risultato è evidente: oggi a 40 anni si vive come un tempo si viveva a 30. Ancora spesso senza famiglia né una relazione stabile oppure con bambini piccoli, arrivati quando finalmente si poteva. La mentalità si è fatta necessariamente più aperta al cambiamento, grazie a un minimo di disponibilità finanziaria i millennial possono finalmente viaggiare, pensare alla propria indipendenza, ma anche rimettersi in discussione, cambiare lavoro, città, direzione.

Non è eterna giovinezza ma differenza nelle tappe

Eccola la differenza con la storia dei boomer e della gen x che dicevano che i 40 sono i nuovi 20: i millennial non stanno tornando a un'età di rimessa in discussione e cambiamenti, i millennial stanno accedendo in qualche modo ai trent'anni ora che ne hanno 40. Conquistando cose che prima si conquistavano a trent'anni.

E in Italia è anche una specie di resa dei conti. La casa, come sappiamo, è il primo grande rinvio. Per decenni mettere su casa era una tappa che arrivava presto. Non sempre facile, né sempre libera, ma prevista: lavoro relativamente stabile, mutuo accessibile, famiglie che aiutavano, prezzi ancora gestibili.

Si entrava nel mondo degli adulti in un modo lineare. Per i millennial, invece, la casa è diventata un miraggio: affitti alti, mutui difficili, stipendi bassi o inesistenti, contratti che non permettono garanzie. E se la casa non arriva, non arriva nemmeno tutto il resto. Non perché la casa sia un sogno borghese, ma perché è un pezzo concreto di sicurezza: un posto dove vivere senza sentirsi precari e precarie.

Molti millennial sono rimasti più a lungo a casa dei genitori non per comodità, ma perché l’alternativa è spendere tutto lo stipendio per una stanza o vivere in una precarietà permanente. E quando ci si sente provvisorio, provvisoria, si rimanda tutto: convivenza, figli, progetti lunghi.

Lavoro e stipendi: la grande promessa mancata

Qui entra in gioco la seconda cosa che ha fatto slittare l’età adulta: la precarietà. Contratti brevi, periodi di vuoto, partite IVA finte, carriere che ripartono ogni due anni, stipendi che non crescono abbastanza. C’è una parte enorme di generazione che ha passato i 20 e i 30 anni a resistere, più che a costruire. E poi c’è il dettaglio più assurdo: lo stipendio giusto, quello che ti permette davvero di vivere, se arriva arriva tardi.

A volte a 38, a 40, a volte non arriva mai. E quando arriva, non viene certamente la voglia di chiudersi in casa a fare la persona adulta come ce l’hanno raccontata. Viene voglia di respirare.

Perché per oltre dieci anni non si è fatto altro che stringere i denti. E quando finalmente si può fare quel viaggetto, comprarsi la macchina, regalarsi del tempo per sé, non si dirà mai "bene, adesso mi sacrifico di più", ma "bene: posso respirare". A 40 anni si è inevitabilmente ancora under construction ecco perché i 40 sono i nuovi 30. Perché molti millennial a 40 non sono nella fase del mantenimento, ma in quella della costruzione E sono ancora pronti a cambiare, oltre che allenati. 

Cambiare lavoro, cambiare città, ricominciare a studiare, rimettersi in discussione: cose che una volta venivano viste come crisi di mezza età, oggi sono la normalità banale di chi ha avuto una vita non lineare.

Non è che i 40enni di oggi vogliono sentirsi giovani. È che l’età adulta, per loro, non è scattata quando doveva scattare. E allora è logico che a 40 anni tanti vivano ancora come si viveva a 30: viaggiando, uscendo, facendo esperienze, spostandosi, incontrando persone nuove, cambiando strada.