Tesla avvia una battaglia legale contro una società francese per il marchio Cybercab

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HDblog.it Feb 25, 2026 · 2 mins read
Tesla avvia una battaglia legale contro una società francese per il marchio Cybercab
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Si avvicina l’arrivo del Tesla Cybercab, il robotaxi della casa automobilistica statunitense. Ma a tenere banco nelle ultime ore è una vicenda che esula dalle potenzialità del veicolo a guida autonoma. Tesla ha infatti depositato un’opposizione formale di 167 pagine presso il Trademark Trial and Appeal Board (l’ufficio americano che gestisce le controversie sui marchi), contro UNIBEV, un grossista francese di bevande. L’oggetto del contendere? Il fatto che UNIBEV abbia registrato il nome “Cybercab” prima che Tesla lo facesse. Il documento, datato 18 febbraio 2026, contiene cinque capi d’accusa nei confronti di UNIBEV per frode, malafede e diluizione del marchio.

La vicenda

UNIBEV aveva registrato il marchio “Cybercab” in Francia il 29 aprile 2024. Quindi mesi prima che Tesla presentasse ufficialmente il veicolo al pubblico (cosa avvenuta nell’ottobre dello stesso anno). UNIBEV ha poi depositato la domanda presso l’ufficio marchi americano il 28 ottobre 2024, circa due settimane dopo la presentazione pubblica del Cybercab di Tesla. Quest’ultima arrivò all’USPTO solo a novembre, quindi tecnicamente dopo UNIBEV. Le norme internazionali riconoscono la priorità della registrazione francese, e questo mette Tesla in una posizione legalmente scomoda.

L’accusa più pesante riguarda la frode. Tesla sostiene che UNIBEV abbia dichiarato falsamente all’USPTO che nessun altro stava usando il termine “Cybercab” in relazione a veicoli, una dichiarazione che era già smentita dalla presentazione pubblica del veicolo e dall’ampia copertura mediatica globale. Un dettaglio aggrava ulteriormente la posizione di UNIBEV. Il suo titolare, Jean-Louis Lentali, segue personalmente su social media Elon Musk, Kimbal Musk, Maye Musk e SpaceX. Dettaglio che secondo l’accusa rende difficile credere di non essere a conoscenza del Cybercab.

A favore di Tesla ci sono anche i trascorsi di UNIBEV che non è nuova a questo tipo di operazioni. L’azienda francese detiene già il marchio “Teslaquila”, il nome che Tesla aveva tentato di usare per una sua tequila in edizione limitata, e ha depositato domande anche per “Cyberquad” e “Cybertaxi”. Dietro questa vicenda sembra esserci quella che in gergo tecnico si chiama trademark squatting. È la pratica di registrare preventivamente nomi associati a brand famosi nell’attesa di rivenderne i diritti. Proprio per questo in forma preventiva Tesla ha depositato domande di marchio anche per “Cybercar” e “Cybervehicle”, nomi che Musk ha utilizzato durante la conference call sui risultati del quarto trimestre del 2025.

I possibili sviluppi