Un anno di "swipe": i report delle app di incontri raccontano (forse) cosa vogliono le persone

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(La redazione di fem) Dec 03, 2025 · 5 mins read
Un anno di
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Mettendo in relazione i dati emersi dai report di tre app di incontri abbanstanza diffuse (Bumble, Tinder e Hinge) emergono le tendenze del dating online nel 2025, con un focus speciale sulla Generazione Z, che pare stia riscrivendo le regole dell’amore (almeno di quello digitale).

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Si parte con un dato: nel 2025 uscire con qualcuno non è più questione di swipe casuali o messaggi carini buttati lì. È diventato un atto più consapevole, a volte, quindi, più complicato ma di certo più orientato all'onestà.

Le app di dating, quelle che una volta venivano accusate di mortificare il romanticismo, oggi sono lo specchio di un desiderio collettivo che non è mai svanito: quello di incontrare qualcuno che ci somigli, ci ascolti e ci capisca. I report 2025 di Tinder, Hinge e Bumble ci raccontano un panorama che è tutto fuorché non romantico: i giovani, in particolare la Gen Z, non solo vogliono ancora credere nelle relazioni ma stanno anche provando a cambiare le regole del gioco, quelle tossiche che hanno spinto molte persone di altre generazioni a preferire essere single.

Chiedono chiarezza, connessioni vere, zero compromessi emotivi e conversazioni che vadano oltre. E per farlo, stanno iniziando a prendersi lo spazio (e il rispetto) che meritano. Fine dei giochetti? Sì, si spera: pare che adesso si dicano le cose come stanno. Chi è su Tinder non vuole perdere tempo, è finita l’era delle bio vaghe, dei segnali da interpretare, delle risposte a mezz’aria. La nuova parola d’ordine è Clear-Coding e non è una cosa legata all'algoritmo: è la tendenza a dire fin da subito che cosa si cerca. Una relazione seria, un’avventura senza drammi, solo due chiacchiere e un caffè: insomma poco importa "cosa" purché sia dichiarato apertamente.

TINDER, BUMBLE, HINGE

E infatti, secondo i dati dell’app, il 64 per cento delle/degli utenti chiede più onestà emotiva e il 60 per cento invoca conversazioni più trasparenti. L’AI, come abbiamo visto abbondantemente, non sostituisce l’amore ma può aiutare le persone a raccontarsi meglio, infatti un altro dato interessante riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale. Il 76 per cento delle/degli utenti Tinder la sfrutterebbe per migliorare il profilo, scegliere le foto giuste o scrivere una bio più aderente alla realtà e interessante da leggere. E in un’epoca in cui mostrarsi è diventato quasi un atto politico, sapersi raccontare senza vergogna è già mezza relazione.

Ma la verità è che anche i sentimenti sono cambiati o meglio è cambiato il modo in cui vengono vissuti. Secondo Tinder, il 56 per cento delle persone mette al primo posto le conversazioni sincere. Cioè, la gente ha bisogno di parlare e di essere ascoltata attivamente perché quando si parla di connessioni l’empatia vale (finalmente) più dell’aspetto esteriore.

C’è una parola chiave che descrive tutto questo: Emotional Vibe Coding. Ovvero quel mix di chimica e rispetto dei tempi dell’altro/a, che permette di creare qualcosa di vero. Non tutte, non tutti vogliono una relazione da copertina: il 35 per cento cerca un partner low-key, tranquillo, presente, lontano da drammi e giochi di potere. Uno per cui prendersi una sonora cotta anche se poi non succede nulla (perché sì, anche un po’ di romanticismo fine a sé stesso può valere la pena).

la "solitudine maschile" che nasce dalla incapacità di conversare

C'è poi la nuova app Hinge che racconta in particolare la Gen Z, una fetta di popolazione che vuole profondità, ma si blocca al primo passo. Il report annuale di Hinge fotografa infatti le stesse dinamiche mettendo al centro la prospettiva della generazione più giovane, quella iper-connessa, ma spesso emotivamente frenata. L’84 per cento dei ragazzi e delle ragazze su Hinge dice di voler costruire un legame profondo. Ma quando arriva il momento di aprirsi davvero parte il panico. Il 47 per cento degli uomini evita domande serie per non sembrare cringe mentre il 43 per cento delle donne si trattiene perché teme che l’altra parte non sia interessata a conversazioni autentiche.

Il risultato? Tutti aspettano che l’altro si esponga per primo e così il dialogo non parte mai. Eppure i dati parlano chiaro: oltre il 70 per cento delle/degli utenti si sente a proprio agio nell’aprirsi emotivamente già dal primo appuntamento. Serve solo qualcuno che abbia il coraggio di rompere il ghiaccio. Ma che mancano le domande giuste è un problema reale: si parla molto di sé, ma si chiede poco all'altra persona.

Il 60 per cento delle persone è convinto di fare abbastanza domande al primo appuntamento ma solo il 30 per cento di chi le riceve è d’accordo. C’è un vuoto di interesse reale, o almeno percepito. Le persone vogliono sentirsi viste, capite, esplorate.

Non ci si accontenta più e nemmeno si finge.

Non basta un che lavoro fai?  le domande che colpiscono di più sono quelle che approfondiscono temi già emersi o che toccano valori personali o che si aprono davvero all’altro/a. E secondo la Gen Z, la partecipazione attiva alla conversazione vale molto più della location o del look.

Infine c'è Bumble che rivela che la voga è basta compromessi, specialmente per le donne. L'app pensata per mettere le donne al centro - e nel 2025 questo approccio fa ancora la differenza - racconta che le donne sono diventate più nette: sanno cosa vogliono e cosa non sono più disposte a tollerare.

Il 64 per cento delle utenti a livello globale dice di non voler più fare compromessi che vanno contro i propri bisogni. E la missione è chiara: relazioni serie, sincere, con basi solide, ma niente è "per forza". Se ne vale la pena sì, diversamente ciao ciao. Il 72% delle/degli utenti (uomini e donne) dice di voler trovare un/una partner stabile nel 2025 ma partendo da sé e non da quello che la società si aspetta.

C’è anche un altro dato: l’87 per cento delle/degli utenti Bumble ha vissuto esperienze positive nel 2024 anche se non sono finite in una storia d’amore a lungo termine. Ultimo trend, ma non meno curioso: l’amore (o almeno il dating) passa dalla group chat. Secondo Tinder, nel 2025 sono sempre di più le persone single che chiedono l’approvazione degli amici prima di andare avanti con un match.