Uno spazio per ricordare il patriarcato affinché la storia non si ripeta: apre MuPa, il Museo del Patriarcato

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(La redazione di fem) Nov 20, 2025 · 3 mins read
Uno spazio per ricordare il patriarcato affinché la storia non si ripeta: apre MuPa, il Museo del Patriarcato
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Roma, anno 2148. Il patriarcato non esiste più ma per evitare che la storia si ripeta le nuove generazioni hanno allestito uno spazio che espone cimeli e strutture a testimonianza delle dinamiche che hanno caratterizzato il Ventesimo e Ventunesimo secolo. A Roma, l'anteprima di tutto questo, con laboratori, talk, spettacoli e - appunto - il Museo del Patriarcato.

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Lo spazio scelto per l'apertura del MuPa (Museo del Patriarcato) è quello di AlbumArte in via Flaminia 122 a Roma. L'inaugurazione è alle 18 di giovedì 20 novembre e sarà visitabile in anteprima mondiale fino al 25 novembre 2025.

un ritorno al futuro per ricordare l'italia patriarcale del 2025

Action Aid ha scelto simbolicamente di organizzare un viaggio nel futuro, più precisamente verso l'anno 2148, perché è quello in cui secondo i calcoli del Global Gender Gap Report verrà raggiunta la piena parità di genere. Il MuPa si colloca nel futuro ma è un'esposizione immersiva che guarda al passato, al nostro oggi, di una Italia tra il Novecento e il Duemila: proprio come le mostre sui serial killer, sulle torture medioevali o sulle stragi di mafia, il MuPa non è una celebrazione ma una pietra di inciampo per impedire alla storia di ripetersi negli errori e negli orrori. Lo spazio esplora quindi i sistemi di potere che si fondano sulla discriminazione e sulle oppressioni delle soggettività marginalizzate a causa dell'identità di genere con tanto di reperti autentici, opere e testimonianze per una restituzione totale degli anni Venti del Duemila. Stereotipi, dinamiche familiari, violenza normalizzata: il circuito espositivo è un itinerario tra gli oggetti, i gesti e le parole che hanno plasmato la cultura patriarcale, per ricordare l'urgenza di tenere il capitolo storico definitivamente chiuso.

In un futuro desiderabile in cui l’uguaglianza è realtà e il patriarcato un brutto ricordo, il percorso è pensato per osservare criticamente il passato e riflettere sul presente e sul futuro. «Non si può prevenire la violenza senza promuovere uguaglianza, e non si può costruire uguaglianza senza mettere in discussione le radici culturali del patriarcato», dichiara Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia.

Il MuPa nasce proprio da questa consapevolezza: «per sradicare la violenza serve un cambiamento profondo, che attraversi il linguaggio, l’educazione, le politiche pubbliche e la vita quotidiana. È necessario che le istituzioni vadano oltre la risposta emergenziale e si impegnino in interventi strutturali e trasformativi, capaci di agire sulle cause e non solo sugli effetti - continua - con il Museo del Patriarcato vogliamo offrire uno spazio di riflessione e di azione collettiva, per immaginare insieme un futuro in cui la parità non sia più un obiettivo, ma una realtà».

gli eventi di contorno all'apertura del MuPa

Il giorno del 22 novembre, sabato, le porte di MuPa rimarranno chiuse per sostenere la manifestazione nazionale di Non Una di Meno. Ma dal 20 al 25 novembre l'organizzazione ha pensato a un programma di talk, workshop, laboratori e spettacoli dal vivo in collaborazione con Centri Antiviolenza, reti, associazioni e realtà femministe in arrivo da tutta Italia.

Tra queste Mammadimerda, Chiara Becchimanzi, Barbara Leda Kenny e Barbara Piccolo di InQuiete, Laura Tedesco di Amleta, Rita Petruccioli, Annalisa Camilli, Lara Lago e Giulia Capodieci di Culona, Margherita Simionati, Kaaj Shilya Tshikalandand, Federica di Martino di IVGstobenissimo, Eugenia Nicolosi, Goga Mason, Simona Ammerata, Anahi Mariotti, Mathilda Bottoni e Teresa Maisano del collettivo Lucha y Siesta, Azzurra Muzzonigro di "Sex and the City", Sylvia De Fanti di Collettivo Angelo Mai, Sara Giudice, Valerio Nicolosi, Giulia Paganelli, Simonetta Sciandivasci, Natascia Grbic, Federica Scrollini di BeFree, Cecilia D'Elia, Giulia Blasi, Karen Ricci di Caraseimaschilista.